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LA CITTA' DI ESTE
Situata ai piedi dei Colli Euganei, Este ha origini antichissime;
nell'età del ferro costituì uno dei centri principali della civiltà
paleoveneta, di cui si conservano importanti testimonianze nel Museo
Nazionale Atestino.
Il patrimonio storico-artistico della città attira un rilevante numero di
turisti e di visitatori, interessati alla visita sia dei monumenti civici,
sia alla visita degli splendidi monumenti religiosi.
Inoltre, la sua posizione all'interno del territorio del Parco Regionale
dei Colli Euganei, la vicinanza alle terme, nonché ad importanti città
d'arte, la presenza dell'antica tradizione della ceramica artistica,
le manifestazioni folcloristiche e culturali e i rinomati percorsi
enogastronomici hanno sicuramente influito positivamente sull'incremento
delle presenze turistiche. |
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Este piace
al turismo culturale, ai viaggiatori alla scoperta di località meno note
perché offre proposte turistiche varie e diversamente fruibili.
La presenza di un importante Museo, la vicinanza al Parco
Regionale dei Colli Euganei, gli splendidi monumenti civici e religiosi,
uniti alla qualità della vita e alla consistente proposta di
intrattenimento, costituiscono un unicum apprezzato dal viaggiatore che
voglia gustare arte, storia, ambienti naturalistici e gastronomia.
L'incremento in città del numero dei Bed & Breakfast testimonia
l'accresciuta presenza di visitatori e rispecchia una moderna proposta
turistica, sempre più rappresentativa dell'unicità del luogo. L'offerta
ricettiva è, inoltre, garantita anche da quattro alberghi storici,
che, per tradizione, offrono un'ospitalità sempre più attenta alle esigenze
degli ospiti. Il centro storico offre una qualificata possibilità di
shopping, da fruire con tranquillità lungo i portici costellati da numerosi
caffè e ristoranti. |
La
manifattura della ceramica è la più antica di Este; di lontane origini
paleovenete, è rimasta attiva fino al V secolo d.C. per rifiorire, poi, dal
1700 in poi, quando raggiunse l'apice per qualità e quantità di produzione.
Oggi sono operanti nove manifatture ceramiche che, accanto ai tradizionali
modelli settecenteschi, propongono design più nuovi, apprezzati in tutto il
mondo. |
I
MONUMENTI PRINCIPALI DI ESTE
Este è ricca di edifici di notevole pregio storico-artistico: ne
ricordiamo di seguito alcuni fra i più noti, lasciando alla curiosità del
lettore il piacere di scoprire gli angoli pittoreschi e gli scorci cittadini
più caratteristici. |
CASTELLO
L'attuale edificio risale agli anni '40 del XIV secolo e fu edificato sulle
rovine della precedente fortificazione, distrutta nel 1238 dalle truppe di
Ezzelino da Romano. Il nucleo più antico, risalente al periodo delle grandi
invasioni, è rappresentato da una cerchia di mura con una chiesetta e un
grande edificio centrale. La prima struttura fu incorporata a partire dall'XI
secolo in una serie di cinte murarie e di fabbricati residenziali
fino a quando, intorno alla metà del XIII secolo, il marchese d'Este
restaurò il castello in senso difensivo. La costruzione è a pianta quadrata,
circondata da una poderosa muraglia intervallata da dodici torresini. Il
mastio è sito sul colle, in posizione di controllo sull'intero abitato;
culmina con una torre quadrata e presenta a nord-est un castelletto o Rocca
del Soccorso, che originariamente costituiva l'accesso alla fortezza. Lo
spazio compreso all'interno della cinta muraria è oggi adibito a giardino
pubblico. Il Castello fu utilizzato a fini difensivi fino alla spontanea
edizione della città alla Repubblica di Venezia, quando l'intera struttura
fu venduta ai Mocenigo: furono questi ultimi a far costruire verso la fine
del Cinquecento il Palazzetto, dove attualmente ha sede il Museo Nazionale
Atestino. |
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ROCCA DI PONTE DI TORRE
La rocca è ciò che rimane dei forti staccati che, oltre al castello e alle
mura turrite, difendevano Este già dai tempi precedenti all'epoca carrarese.
Strutturalmente, è composta di una cinta di mura e di una torre quadrata,
alta 24 metri.
TORRE CIVICA DELLA PORTA VECCHIA
La torre attuale è databile alla fine del XVII secolo e sorge sul luogo
della precedente porta, andata distrutta. Vi è collocato un orologio, come è
attestato dalla distribuzione dei vani all'interno. A otto metri di altezza
si trova, infatti, un primo locale contenente due blocchi di trachite, un
tempo usati come contrappesi per l'orologio; a dodici metri è collocato
l'antico locale "delle aste e dei giunti". Infine, ad un'altezza di venti
metri circa, troviamo la cella campanaria, che contiene la struttura di
sostegno della campana bronzea fusa nel 1637. |
PALAZZO DEL MUNICIPIO
Affacciato sulla piazza Maggiore, il Palazzo è un elegante edificio loggiato
risalente al XVII secolo di recente restauro; la balconata sopra il portico
è un'aggiunta settecentesca.
PALAZZO DEGLI SCALIGERI
Sul lato sud della piazza si nota il Palazzo degli Scaligeri, ora sede della
Società Gabinetto di Lettura. Questa costruzione di origine trecentesca
ospita oggi una biblioteca di ben cinquantamila volumi.
PALAZZO DEL PRINCIPE
La costruzione sorge sul colle; fu fatta costruire dai Contarini su progetto
di Vincenzo Scamozzi, che la volle a pianta centrale, con sala a croce
greca. Deve il suo nome a un episodio della sua storia, quando, cioè, Alvise
Contarini, durante un soggiorno in villa, ricevette la comunicazione dell'
elezione a doge. |
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DUOMO
ABBAZIALE DI SANTA TECLA
Nato sulle rovine di una precedente basilica paleocristiana, il Duomo fu
ricostruito tra la fine del Seicento ed i primi del Settecento. L'interno è
ellittico, con un grande presbiterio; vi sono conservate numerose opere
d'arte, tra le quali spicca l'Intercessione di Santa Tecla di Giambattista
Tiepolo. Nella canonica sono visibili alcune tele del pittore estense
Antonio Zanchi.
BASILICA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
Il Santuario fu edificato per disposizioni testamentarie di Taddeo d'Este
che vi fece porre un'icona bizantina del XV secolo considerata miracolosa.
Sopra il primo, modesto edificio quattrocentesco ne fu costruito un secondo
nel 1717. L'interno è a croce latina; tra le opere che vi si conservano
spicca la tela del Sant'Antonio da Padova con Bambino ed altri Santi dello
Zanchi e la pregevole cornice marmorea dell'icona miracolosa.
CHIESA DI SAN MARTINO
Attestata dall'XI secolo, la chiesa di San Martino è la più antica di Este.
L'edificio ha una struttura semplice ed elegante, risalente alla
ricostruzione trecentesca e alla successiva ristrutturazione seicentesca.
L'interno è a pianta basilicale, a tre navate.
CHIESA DI SANTA MARIA DELLE CONSOLAZIONI O DEGLI ZOCCOLI
L'edificio, cinquecentesco, è a navata unica. All'interno si ammira un
pavimento musivo romano riportato nella cappella della Vergine.
CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLA SALUTE
La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1639 e fu ripresa nel 1640, per
un crollo sopraggiunto. L'edificio, a pianta ottagonale, presenta una grande
ricchezza di decorazioni pittoriche, commissionate a illustri artisti, tra i
quali Antonio Zanchi, autore di tre tele di grande spicco: la Presentazione
di Maria al tempio, lo Sposalizio della Vergine e l'Annunciazione. |
MUSEO NAZIONALE ATESTINO
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La prima raccolta di epigrafi, di età romana, fu assemblata dal nobile
Giorgio Contarini verso i primi del Seicento; questa prima collezione andò
via via arricchendosi di materiali provenienti dai corredi tombali scoperti
a Este nella seconda metà del secolo XIX. Il nucleo dell'attuale Museo Atestino si deve però a
Vincenzo Fracanzani, podestà di Este, che nel 1834
decise l'istituzione di una raccolta inizialmente denominata Museo Civico
Lapidario, ubicato dapprima presso la chiesa di San Francesco, attigua
all'Oratorio di Santa Maria. |
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Questa
sistemazione si rivelò inadeguata e lo Stato istituì il Museo Nazionale
(decreto del 1 aprile 1887) e trasferendo la sua sede a Palazzo Mocenigo.
Il museo, di cui quest'anno ricorre il centenario, è stato ristrutturato
agli inizi degli anni '80 ed è stato riaperto al pubblico nel 1984. La
visita si snoda attraverso undici sale iniziando dal primo piano. Di seguito
saranno brevemente illustrati i percorsi più interessanti sia all'interno
della sezione pre-romana (sale I-V), sia all'interno di quella romana (sale
VI-X). Nella prima sala sono raccolti reperti a partire dall'Eneolitico (III
millennio a.C.) fino all'Età del bronzo ed alla primissima Età del ferro (IX
secolo a.C.). Notevoli i manufatti litici e ceramici e i numerosi vasi
d'argilla di forma varia e d'impasto rossastro.
La seconda sala è dedicata agli abitati dell'Età del ferro della città e del
suo territorio; raccoglie fibule in bronzo e in ferro semilavorato,
strumenti per la tessitura, vasi fittili. Moltissimi in questa sala gli
esempi di vasellame da cucina e da tavola. Nella terza sala, dedicata agli
antichi culti funerari, sono raccolti i reperti relativi alle principali
necropoli atestine dei secoli IX-III a.C.. Il percorso si snoda attraverso
una settantina di corredi tombali. Il manufatto più pregevole qui conservato
è la situla bronzea "Benvenuti", databile al 600 a.C. circa; si tratta di
una coppa di bronzo sbalzata e cesellata con rappresentazioni zoomorfiche e
scene di vita quotidiana. |
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La IV sala
raccoglie gli exvoto provenienti dai luoghi di culto di Este, il più
importante dei quali sorgeva lungo il corso dell'Adige ed era dedicato alla
dea Reitia, divinità sanante. La V sala espone i più recenti rinvenimenti pre-romani nel Veneto. Nella VI sala, la prima della sezione romana, è
documentata la romanizzazione del territorio attraverso la raccolta di
documenti archeologici, epigrafici e linguistici. Oltre a questo, bei
corredi tombali con eleganti gioielli in argento ed una grande quantità di
ceramiche grigie. Il materiale della sala VII è principalmente composto da
iscrizioni pubbliche nominanti le persone che ricoprivano determinate
cariche. La sala VIII è dedicata alle necropoli e i monumenti funerari sono
presentati suddivisi per tipo (inumazione o incinerazione) e per forma (ad
ara, a edicola, a lastra, a sarcofago, ecc.). Nelle sale IX e X sono esposti
gli oggetti legati alle attività domestiche ed economiche oltre a gioielli e
a quanto era in uso per la cura e per l'abbellimento della persona. La
visita al museo si conclude nella sala XII, dove è raccolto materiale
databile ad epoche assai più recenti, altomedievale, medievale e
rinascimentale, proveniente da edifici demoliti. |
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GALZIGNANO TERME
Galzignano Terme è un paese di 4400 abitanti. Dal punto di vista
paesaggistico è uno dei luoghi più suggestivi del Parco dei Colli
Euganei nell’ambito del quale si colloca il suo intero territorio.
Confina con Cinto Euganeo, Battaglia Terme, Montegrotto Terme e
Torreglia. Facilmente raggiungibile con mezzi privati o pubblici,
offre molte attrattive al turismo considerata la posizione
strategica rispetto alle principali città artistiche del nord
Italia, come Venezia, Padova, Mantova, Bologna. Galzignano Terme
offre stupende opportunità anche “in loco”: molti sentieri
naturalistici del Parco passano per il paese, e permettono di
vedere, tra le altre cose, anche il monastero del monte Rua, i resti
del monastero benedettino di S. Giovanni Battista sul monte Venda,
oltre che il magnifico giardino di Villa Barbarigo col suo labirinto
nella vicina frazione di Valsanzibio. Quale antico luogo di
villeggiatura collinare, a Galzignano Terme sono presenti numerose
ville dalla caratteristica architettura veneta ed un’antica Pieve
intitolata a S.Maria Assunta, posta sulla sommità del Colle che
domina il Paese. In zona Civrana si trova il magnifico complesso
alberghiero delle Terme di Galzignano che, oltre allo splendido
paesaggio, offre servizi di altissimo livello per il benessere ed il
relax, e mette a disposizione degli ospiti un campo da golf a nove
buche che, aggiunte alle ventisette del vicino Golf Club Padova, che
si sviluppa nel cuore del territorio, valgono per Galzignano Terme
la definizione di “Paese del golf”. In autunno ed esattamente ogni
prima domenica del mese di Ottobre si svolge la tradizionale Sagra
del Rosario con una originale e simpatica “Corsa di Mussi”. La
Manifestazione si apre con una sfilata in costume d’epoca evocante i
festeggiamenti per la vittoria della Repubblica veneziana contro i
Mori infedeli nella battaglia di Lepanto nel 1571.

BAONE ...tra natura e cultura...
Baone,
situato a 3 chilometri da Este, rivela ancora oggi una vocazione
prevalentemente agricola : vino, olio, miele, ciliegie, piselli e
castagne sono i prodotti locali più rinomati . La loro particolarità
ha consentito alle aziende locali di ottenere particolari
riconoscimenti e ha favorito la nascita di importanti manifestazioni
per la loro promozione e valorizzazione.
Ma il contesto ambientale, ricco di particolarità naturalistiche e
di squarci paesaggistici ai quali si uniscono luoghi di inaspettato
valore storico ed etnografico ha favorito particolarmente il settore
turistico : palazzi storici e vecchie case di campagna sono stati
trasformati in accoglienti e moderne attività ricettive (agriturismo
, bad and breakfast,ristorantini ).Il territorio comunale è
suddiviso in quattro frazioni (Calaone, Baone centro,Valle San
Giorgio,Rivadolmo),ognuna delle quali è in grado di offrire ai
visitatori qualche particolarità: i luoghi più caratteristici da
visitare sono Villa Dolfin Boldù,”Villa Beatrice”(di
proprietà della provincia di Padova) in cui si ritirò e morì il 10
maggio 1226 la beata Beatrice d’Este, figlia del marchese Azzo VI ,
celebrata da molti trovatori per la sua bellezza e la sua virtù.
La devozione e l’affetto per la figura di beata Beatrice , che visse
per alcuni anni della sua vita anche nel Monastero di Salarola
(ancora visibile nella frazione di Calaone), ha favorito la nascita
di un gruppo “La Corte Medievale” …che rievoca le vicende , gli usi
ed i costumi dell’epoca in cui visse la beata; RIVADOLMO dove
è possibile visitare “Il parco delle ginestre”, con la tipica
flora e fauna locali, sorto dal recupero di una ex cava.
Anche l’elemento acqua,da sempre sinonimo di vita ,in queste zone ha
spesso segnato la possibilità di sviluppo,nelle coltivazioni..negli
allevamenti..Una miriade di fontane infatti tempestano tutto il
territorio di Baone…attorno ad esse sono nate addirittura delle
leggende..ed oggi dopo un lavoro di restauro costituiscono un
singolare itinerario…”il percorso delle fontane” ..tredici
fontane sparse in tutto il territorio comunale diventano le tappe
simboliche di un percorso che si snoda tra ville,palazzi
,chiese,campagne, vigneti,boschi e splendidi paesaggi.
Baone , luogo ideale per trascorrere una vacanza in tranquillità
immersi nel verde del Parco dei Colli Euganei , coccolati da una
calda accoglienza ,..allietati tutto il tempo dell’anno da feste e
manifestazioni che esaltano i prodotti locali e le antiche
tradizioni rurali (Festa dei Bisi,della Trebbiatura, Di..vino ,
Maggio in Gemola…,Festa dei Maroni...)…luogo dove il passato si
sposa col presente…offrendo servizi moderni ad ospiti e
visitatori…gelosa della propria identità ma aperta anche al
confronto e allo scambio culturale…
Baone città per la pace …è gemellata con la città francese di
Coudaux…
Baone…è sinonimo di natura..semplicità..cultura ed arte.
ARQUA'
PETRARCA
Arquà Petrarca è un Borgo medievale che conserva immutato il fascino
di un tempo ed è considerato la perla dei Colli Euganei.
Abitato fin dai tempi romani, acquistò importanza dopo che
Francesco Petrarca, sommo poeta della lingua italiana, desiderò
trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella caratteristica
serena quiete del luogo. Il paese ne conserva la casa e la tomba con
le spoglie. Il richiamo alla memoria del poeta favorì nei secoli
successivi il sorgere di case e ville di molte famiglie venete, che
costituiscono oggi un patrimonio artistico ed architettonico degno
di essere visitato e rivisitato con religiosa attenzione.
I recenti interventi, i cui sforzi sono stati finalizzati alla
conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico e
naturalistico, hanno dato i loro frutti ed oggi la Città di Arquà
Petrarca è stata ammessa al ristretto club dei Borghi più Belli
d'Italia ed ha ricevuto l'elezione a Bandiera Arancione del
Touring Club. Oltre l'aspetto storico naturalistico sono stati
fatti notevoli investimenti anche nella promozione dei prodotti
locali in particolar modo dell'Olio che ha portato il Borgo ad
aderire all'Associazione Nazionale Città dell'Olio.
Così la descriveva il Petrarca:
"Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario
piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto
e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo,
lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo
continuamente e scrivendo"
Tra i monumenti principali di Arquà Petrarca, la Casa di Francesco
Petrarca, l'Oratorio della SS. Trinità, La Loggia dei Vicari, la
Tomba del Petrarca, la Pieve di Santa Maria Assunta, la Fontana del
Petrarca
CINTO
EUGANEO
Adagiato tra dolci colline, Cinto Euganeo ha atmosfere, luoghi e
suggestioni di un museo a cielo aperto. Da cava Bomba, parentesi
industriale dell’estrazione di calcare, a quello diffuso, tra i
monti Venda e Vendevolo.
Luoghi incantati, che nei secoli hanno alimentato leggende,
racconti, e che oggi sui declivi collinari, offrono vitigni e olivi
preziosi.
Sull’origine del nome del piccolo comune situato alle pendici dei
Colli Euganei, esistono sostanzialmente due distinte spiegazioni
che, comunque, la fanno risalire all’epoca romana. Infatti, accanto
a quanti sostengono che il nome Cinto derivi da “Ad Quintum” vale a
dire “al quinto miglio” quasi come una pietra miliare collocata a
designare quale fosse l’ubicazione di questo insediamento lungo un
tracciato romano, ci sono coloro che ritengono che il toponimo di
Cinto derivi invece dalla dea Cintia (Diana), in onore della quale
pare fosse stato eretto un tempietto sulla cima del colle Cinto.
Abitato sin dall’epoca preromana, questo piccolo paese verso il 1145
divenne proprietà dei canonici di Verona, tant’è che la chiesa
parrocchiale di Santa Maria Assunta è sorta sui resti del castello
dei Vescovi di Verona e che una delle torri del castello ne
costituisce il campanile. A Cinto fu altresì costituito un presidio
militare che Ezzelino da Romano rase al suolo nel 1242.
VILLA
DEL DOGE DOMENICO CONTARINI
Questa villa fu fatta erigere nel ‘500 e nel ‘700 venne
ulteriormente ampliata con l’aggiunta di adiacenze e barchesse. Al
suo interno si possono ammirare affreschi di Jacopo Guarana, miglior
seguace di G.B.Tiepolo, tra i quali meritano citazione alcune scene
tratte dall’opera bucolica del 1593 “Pastor fido” di G.B.Guarino. La
villa, circondata da uno splendido giardino all’italiana, è
visitabile previo appuntamento.
MUSEO
GEOPALEONTOLOGICO DI CAVA BOMBA
Cava Bomba è una ex fornace dell’800 per la produzione di calce.
Restaurata, oggi è la sede del museo geopaleontologico che illustra
i fenomeni geologici dei Colli Euganei anche tramite i fossili ivi
trovati. In esso si trova esposta la collezione geologica “Da Rio”,
prestigiosa collezione di minerali da tutto il mondo. A memoria
della sua origine industriale “Cava Bomba” conserva anche una ricca
documentazione relativa agli aspetti economici e culturali legati
all’attività dei cavatori, scalpellini e fornaciai che lavoravano
nei colli per estrarre e trasformare in materiali da costruzione la
roccia proveniente dalle cave e una vasta raccolta degli attrezzi al
tempo utilizzati.
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